Forti tensioni a Sora, tanto da scatenare sommosse e polemiche: l’ordinanza del Sindaco scuote la città.
Una splendida località nel Frusinate, ultimamente Sora è scossa da moti violenti. Subbuglio imperante, scontri tra cittadini stessi, schierati da una parte o dall’altra. Al pari di un’apocalisse. Qualcosa ha scatenato la reazione ed è facile ricostruirne la causa: la decisione del Sindaco.

È stato necessario pervenire a una tale conclusione che, però, ha spaccato in due la società. Chi è a favore oppure altrettanti contrari, difficile accontentare tutti ma, d’altro canto, urgente porre in sicurezza la città. Infatti ha corso un grave pericolo, quindi l’intervento si è rivelato doveroso.
Nessuno avrebbe mai voluto trovarsi in questa situazione, tranne coloro che approvano le misure in atto. Non a caso già in vigore, salvo comunicazioni contrarie. Attualmente Sora è sicura, ma a quale prezzo? Anche se dinanzi alla sicurezza, per l’appunto, tutti dovrebbero unirsi sotto la bandiera della civiltà.
Sora, il divieto del Sindaco: cosa sta succedendo
Un provvedimento già firmato, ormai non si torna più indietro. Meglio così, qualcuno pensa, tuttavia le polemiche continuano ad animarsi. Magari per alcuni tale ordinanza è sintomo di una presa di controllo sulle libertà dei cittadini. Ebbene, no. Cela un significato ben più profondo, a partire dal rispetto per la propria città.

Il Sindaco di Sora, Luca Di Stefano, ha emanato nuove disposizioni: limiti riguardanti la vendita e consumo di bevande alcoliche, in vetro o lattine, negli orari notturni a tutela del centro cittadino. Più specificamente ecco tutte le regole da seguire per il periodo compreso tra il 21 marzo e il 31 maggio:
- vietato il commercio di alcolici e superalcolici in vetro o lattina;
- vietato il consumo di essi in luogo pubblico. Concesso solo nelle aree autorizzate;
- vietato abbandonare o disperdere contenitori di cibi o bevande negli spazi pubblici;
- vietato indugiare o girovagare con le lattine o recipienti in vetro nelle zone indicate nel provvedimento (Via Vittorio Emanuele III e limitrofi).
Questi divieti interessano il lasso temporale dalle 20 fino alle 7 del giorno seguente. Nel caso in cui si registrassero violazioni, verrebbero comminate sanzioni amministrative, da € 25 a € 500. Di Stefano ne ha così illustrato i motivi: “Negli ultimi tempi ci sono stati episodi di abbandono e consumo smodato in strada“.
Tale situazione ha creato disagio, generando segnalazioni incessanti. Dunque: “Con questa ordinanza intendiamo intervenire per garantire la sicurezza e il rispetto degli spazi comuni“. Concludendo: “Non vogliamo limitare la libertà dei cittadini, ma assicurare un centro storico più vivibile per tutti“.