La Ciociaria è uno dei territori più famosi in Italia, ma se la si cerca sulle mappe non c’è niente che indichi la sua esistenza.
Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare della Ciociaria. È conosciuta per essere una terra ricca di storia, cultura e arte. È caratterizzata da un mix di elementi che la rendono unica, ma non è possibile individuarla sulle cartine geografiche. Può sembrare un paradosso, ma i suoi confini non sono affatto definiti.
Questo dettaglio non fa altro che aggiungere mistero alla tradizione ciociara. La stessa analisi del termine risulta curiosa e sfaccettata. In realtà, basta addentrarsi in questi luoghi e parlare con gli abitanti, soprattutto se originari del posto, per rendersi conto dell’enorme impatto culturale che ha sull’intera regione.
Le cartine geografiche dell’Italia consentono di avere una visione dettagliata di tutto il territorio. Se si hanno dubbi sulla posizione di città, borghi e località, non bisogna fare altro che consultare questi preziosi strumenti. Google, da questo punto di vista, fornisce un aiuto immenso. Per questo, fa strano pensare all’assenza della Ciociaria da qualsiasi piantina.
Nessuno sa indicare i confini della Ciociaria. Questo termine, in linea generale, viene usato per indicare la parte meridionale del Lazio e in particolare, tutti i paesi e i comuni in provincia di Frosinone. Fanno parte di questa terra, borghi come Acuto, Alatri, Fiuggi, Anagni, Isola di Liri, e Collepardo. Tale visione, però, non è univoca. Ci sono studi che fanno rientrare in questo spazio anche le province di Latina.
Ancora oggi, non esiste una risposta definitiva. È difficile fare degli accostamenti anche dal punto di vista artistico e culturale. I punti di interesse hanno subito l’influenza di stili diversissimi tra loro. All’interno dello stesso borgo, si possono trovare spunti appartenenti a correnti opposte. Ciò, tuttavia, non va visto come un ‘difetto’. Al contrario, contribuisce ad alimentare il suo fascino e a renderla così caratteristica.
I confini della Ciociaria sono solo concettuali e il termine, introdotto negli anni ’20, era nato dalla parola ‘ciocia’, che in romanesco indicava un particolare modello di scarpa utilizzato soprattutto dai pastori dell’epoca. Per proteggere i piedi, le indossavano sotto a delle fasce che arrivavano fino al ginocchio e che stringevano sia i piedi che i polpacci. L’unico modo per immergersi davvero in questo spazio suggestivo, è quello di cominciare a visitare i borghi, i sentieri naturalistici e i monumenti.
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