I furti al bancomat sono nuovamente al centro dell’attenzione: il nuovo caso mette in luce un problema che da tempo preoccupa i cittadini.
A Frosinone ormai anche fare un prelievo al bancomat è diventato motivo di tensione. Non è paranoia, e nemmeno esagerazione: è la realtà di tutti i giorni, che ha iniziato a cambiare volto. Basta parlare con chi vive in città o nei centri vicini per capire che la sensazione è diffusa. La gente si guarda le spalle, evita di andare allo sportello da sola o in certi orari. C’è chi ha smesso del tutto, preferendo i pagamenti digitali pur di non avere contanti addosso.

E i numeri, purtroppo, non fanno che confermare questa crescente preoccupazione. Secondo il Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2024, nel Lazio i furti e gli attacchi agli sportelli automatici sono aumentati del 21,5% in un solo anno. Parliamo di 147 episodi documentati solo nel 2023, con un’incidenza particolarmente alta proprio nella provincia di Frosinone.
Il risultato è meno fiducia, più paura, e la sensazione che persino le operazioni più banali – come andare a prelevare 50 euro – possano trasformarsi in una situazione a rischio. Un clima così non nasce da un giorno all’altro. Ma c’è sempre un evento che segna il punto di rottura. E a Frosinone, quel punto sembra essere stato raggiunto.
Rapina a mano armata nel Cassinate: pistola alla testa per 300€
L’episodio ha scosso l’intera provincia. Un uomo stava prelevando dei contanti da un bancomat del Cassinate quando è stato aggredito da un malvivente armato. Pistola puntata alla testa, pochi secondi per portare via 300€, poi la fuga. Il volto del rapinatore era coperto, nessuna parola di troppo. Un blitz secco, rapido, che ha lasciato la vittima sotto shock.

Non è tanto il bottino a far notizia, quanto la violenza dell’azione. In pieno centro, in pieno giorno. Un attacco che ha riportato subito alla mente altre rapine avvenute negli ultimi mesi, ma con un salto di livello che preoccupa. Perché questa volta la minaccia era reale, tangibile.
Da quel momento, nella zona si respira aria pesante. I cittadini si raccontano l’accaduto, si scambiano segnalazioni, iniziano a evitare certi orari o certi sportelli. E anche chi non era presente, ora ha paura.
Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini, stanno cercando l’autore del colpo. Ma intanto resta quel senso di insicurezza, che serpeggia silenzioso. Perché se anche un’operazione banale come un prelievo può finire così, allora davvero qualcosa si è rotto. E la gente, giustamente, ha paura.