Mentre 4 milioni di poveri restano esclusi dalla misura, i furbetti continuano a evadere il Fisco: via ai controlli della Guardia di Finanza.
Due realtà agli antipodi. Da una parte, l’ultimo Report dell’Osservatorio Inps rivela che solo 2 milioni di persone accedono all’Assegno di Inclusione, a fronte di 6 milioni di poveri in Italia. Dall’altra, c’è chi di redditi ne ha eccome, e lo dimostra senza troppi scrupoli sui social: video su TikTok in cui cene di lusso e auto di grossa cilindrata fanno da sfondo a chi, per lo Stato, risulta beneficiario della misura.
Una storia già vista con il Reddito di Cittadinanza. Cambia il nome, ma non l’abitudine tutta italiana di aggirare la legge. Per questo la Guardia di Finanza ha avviato i controlli, per evitare che un anno di lavoro venga vanificato da chi ha già sottratto indebitamente 665 milioni di euro, con 62mila truffe accertate ai danni dello Stato con l’ex Reddito di Cittadinanza.
Nonostante le regole più stringenti, l’Assegno di Inclusione resta un obiettivo facile per chi prima studia la legge e poi la infrange. Ora, però, è tempo di controlli.
La Guardia di Finanza sta incrociando i dati tra ISEE, conti bancari e consumi effettivi per individuare anomalie. Gli accertamenti si concentrano su chi ha dichiarato redditi bassi, ma presenta spese incompatibili con la propria situazione economica: viaggi costosi, acquisti di lusso o prelievi di contante fuori scala rispetto alla soglia dichiarata.
Oltre alle verifiche sui flussi finanziari, il monitoraggio avviene anche sul campo. Le Fiamme Gialle stanno effettuando controlli mirati su segnalazioni di residenze fittizie, dichiarazioni false sui componenti del nucleo familiare e attività lavorative in nero. Un’attenzione particolare è rivolta agli intestatari di aziende o partite IVA che, formalmente inattivi, continuano a ricevere entrate non dichiarate.
Chi si ritrova sotto la lente d’ingrandimento rischia non solo la perdita del beneficio, ma anche conseguenze più gravi, inclusa la restituzione integrale di quanto ricevuto e, nei casi più gravi, un procedimento penale.
Chi percepisce l’Assegno di Inclusione ma non ha più i requisiti può comunicare spontaneamente la propria rinuncia prima di incorrere in sanzioni. Per farlo, è possibile accedere al portale dell’INPS e compilare l’apposita dichiarazione di rinuncia, oppure recarsi presso un CAF o un patronato.
Intanto, i controlli proseguiranno per tutto il 2025 e potrebbero portare a nuove misure di sicurezza per limitare le frodi. La partita, per lo Stato, è ancora aperta.
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