Ape Sociale, cosa accade se muore il beneficiario: i chiarimenti dell’INPS

Cosa accade alla morte di un titolare dell’Ape Sociale? Spetta la pensione di reversibilità? A rispondere una circolare pubblicata dall’Inps sul proprio sito internet.

Così come altre forme di pensionamento anticipato, anche l’Ape Sociale è stata confermata per il 2025 attraverso la Legge di Bilancio approvata dal Governo lo scorso dicembre. Questo meccanismo, rivolto ad alcune categorie di lavoratori che rispettano specifici requisiti, consente di lasciare l’impiego prima dei 67 anni (limite anagrafico fissato per la pensione di vecchiaia).

Freccia scritta Ape Sociale
Ape Sociale, cosa accade se muore il beneficiario: i chiarimenti dell’INPS (Montesangiovanniuno.it)

In realtà, l’Ape Sociale rappresenta una sorta di accompagnamento alla pensione di vecchiaia e non una vera e propria pensione anticipata. Per questa ragione, in molti si chiedono cosa accade alla morte del beneficiario e se i superstiti hanno diritto alla pensione di reversibilità. Analizziamo la normativa e capiamo se si ha diritto al trattamento.

Ape Sociale, spetta la pensione di reversibilità? La circolare dell’Inps

L’Ape Sociale è stata introdotta per la prima volta in via sperimentale nel 2017 e successivamente prorogata negli anni successivi. Anche nell’ultima Manovra, il Governo ha stabilito la conferma del meccanismo per l’anno in corso.

Inps logo
Ape Sociale, spetta la pensione di reversibilità? La circolare dell’Inps (Foto da Ansa) – Montesangiovanniuno.it

Possono richiedere questo particolare meccanismo coloro i quali hanno compiuto 63 anni e 5 mesi di età e maturato almeno 30 anni di contributi, ma solo se appartengono ad almeno una delle seguenti categorie: caregiver che assistono un familiare disabile da almeno 6 mesi; disoccupati; invalidi con percentuale di invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%; lavoratori che hanno maturato un’anzianità contributiva di almeno 36 anni, di cui almeno 7 degli ultimi 10 in professioni gravose. È necessario sapere che il requisito contributivo, sia di 30 che di 36 anni, per le lavoratrici viene ridotto di un anno per ogni figlio sino ad un massimo di 2 anni. Infine, al momento della presentazione della domanda, il richiedente non deve essere titolare di una pensione diretta.

Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, come chiarito dalla circolare dell’Inps numero 100 del 2027, in caso di decesso del titolare dell’Ape Sociale, questa non viene riconosciuta ai superstiti in quanto si tratta di un’indennità erogata sino al raggiungimento dei requisiti anagrafici (67 anni) previsti per la pensione di vecchiaia. In sintesi, al decesso del titolare, l’erogazione dell’indennità viene subito sospesa dall’Istituto di previdenza sociale ed i familiari superstiti non hanno diritto alla quota di pensione spettante.

Il coniuge superstite potrà, però, richiedere la pensione di reversibilità quando il defunto avrebbe compiuto 67 anni, previsti come requisito per la pensione di vecchiaia.

Gestione cookie